Abkhazia

Nel calderone del nuovo Caucaso, il mosaico si sta sempre più frantumando in tante tessere indipendenti. La Georgia è stata una delle prime a organizzarsi nel 1991 in stato autonomo dopo il crollo dell'Impero sovietico. Ma al suo interno questo ha scatenato la voglia separatista di altre due regioni, l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud. La prima è indipendente già dal 2005 la seconda lo è diventata con la guerra del 2008. Nell'agosto 2011, l'Abkhazia ha affrontato la sua prova di maturità con le seconde libere elezioni, necessarie dopo la morte del presidente Bakapsh. In realtà il cammino verso una piena indipendenza è ancora lento. Attualmente lo stato di Abkhazia è riconosciuto soltanto da Nicaragua, Venezuela e da una piccola isola del Pacifico: Vanuatu. La realtà militarizzata del Caucaso è evidente appena si raggiunge la linea di confine con la Georgia, presidiata da truppe e posti di blocco. A fronte delle rivendicazioni della Georgia, l'indipendenza del paese è garantita dalla presenza di quasi 10mila militari russi accampati sul fronte interno. Abbiamo tentato di documentare questa esplosiva linea di frontiera, ma filmare qui è impossibile. Nella prima città in prossimità del confine, Gali, abbiamo seguito lo svolgimento delle elezioni insieme a un gruppo di osservatori internazionali. Con una partecipazione popolare travolgente, la gente accalcata fin dalle prime ore del mattino all'ingresso dei seggi. La presenza dei militari russi in Abkhazia costituisce una garanzia nei confronti della Georgia, che non ha mai riconosciuto la sua indipendenza, ma anche un pesante condizionamento interno. Il rapporto con la Georgia, che non ha esitato a reprimere violentemente la spinta separatista dell'Ossezia del Sud, è ancora il punto cruciale e più sensibile nella vita politica della giovanissima repubblica. Nessuno può ancora dimenticare la sanguinosa guerra dei primi anni '90. Nè l'Europa , nè gli Stati Uniti hanno mai favorito la costituzione dell'Abkhazia come stato indipendente, diversamente da quello che è avvenuto per il Kossovo nei confronti della Serbia. La fede ortodossa è il grande legame che unisce il paese, in un contesto variegato di altre fedi arroccate in tutto il mosaico del Caucaso. Il grande monastero di Novyy Afon è il centro spirituale della regione. La chiesa è sempre gremita di fedeli, il tempo scandito dal salmodiare dei monaci. Un vecchio monaco attraversa la navata principale appoggiato a fatica a due alti bastoni di bambù… l’abbiamo inseguito e a lungo ci ha parlato della sua vita e della sua esperienza monacale-eremitica. Le elezioni hanno già designato il successore di Bagapsh. E' Alexander Ankvab, al quale abbiamo chiesto quali sono i programmi futuri che ha per la sua gente sulla via di una piena, libera e democratica repubblica; per esempio, economia, difesa, ordine pubblico. Per noi è molto importante ripristinare l’economia dell’Abkhazia che è difatti rimasta distrutta dopo la guerra. A noi è stato inflitto un danno ingente – stimato in circa 15 miliardi di dollari. Oggi le conseguenze della guerra si sentono dappertutto. Certamente, per la gente la vita non è semplice, anche se noi abbiamo fatto abbastanza passi in avanti. La priorità assoluta è il miglioramento della situazione economica nel paese. Noi stiamo anche esaminando le questioni della difesa del paese allo scopo del suo miglioramento. Si presta molta attenzione alla politica estera. La nuova dirigenza abkhaza avrà molte cose su cui lavorare. Da noi funzionano attivamente tutti i rami del potere. Il potere esecutivo dispone di strutture quali il Ministero dell’Interno, che si occupa delle questioni del rafforzamento dell’ordine pubblico. Abbiamo anche la Procura Generale, il Servizio di Sicurezza. Non abbiamo alcuna ondata della criminalità, la situazione è completamente sotto controllo, ma la società vuole più ordine e il miglioramento dell’ordine pubblico di cui ci occuperemo. Voi parlate dell’indipendenza dalla Georgia, ma mi pare che non siate indipendenti dalla Russia. Cosa pensa di questo? Non c’è alcuna dipendenza dalla Russia. Il riconoscimento da parte della Russia non significa essere dipendenti dalla Russia. Noi abbiamo la nostra Costituzione, siamo un paese autonomo e il fatto di riconoscimento della Russia ci sostiene e ci rafforza soltanto, appoggiando la nostra fiducia in uno stato indipendente.