Chimico

Intervista a Komogortseva

INTERVISTA A KOMOGORTSEVA Ho diretto contatto con i problemi di questa zona perché dobbiamo disarmare 7.500 tonnellate di armi chimiche, sarin soman e V-gas. Per fortuna è stata stipulata una convenzione per il disarmo. A me preoccupa il processo stesso del disarmo. L’amministrazione di Brjansk dovrà controllare i lavori e che la tecnica usata non causi problemi. Lì sono conservate solamente sostanze chimiche e non le armi, ma queste sostanze sono comunque molte. Inoltre a Brjansk abbiamo vari problemi economici e sociali, con salari tra i più bassi di tutta la Russia. In particolare a Pochep lo stipendio medio si aggira intorno ai 50 $ al mese. Lì è stata chiusa anche la fabbrica per la produzione di carni e salumi, quindi è aumentata ancor di più la disoccupazione. C’è bisogno di attirate finanziamenti per poter disarmare in modo sicuro. Siamo contenti che l’Italia, Berlusconi, ci fornisca finanziamenti per attuare programmi sociali di smantellamento di armi chimiche. Ma è altrettanto importante che vi sia un forte controllo affinché si verifichi che ogni singolo euro venga speso per quei fini che sono stati stabiliti, cioè per lo smantellamento di armi chimiche e l’attuazione dei programmi sociali per l’aiuto alle famiglie che sono state a contatto con le stesse. - la gente sapeva? No, per lungo tempo non sapeva di quello che c’era lì. Solo quando Gorbachev ha dichiarato che l’URSS ha armi chimiche e dove sono depositate le persone sono venute a sapere, è stato all’inizio degli anni ’90. Allora le persone hanno fatto dei meeting e hanno iniziato a parlarne, siamo riusciti anche a dialogare con i militari che fino ad allora avevano negato tutto. Volevamo sapere cosa ci fosse lì, qual era lo stato di conservazione e quali rischi ci fossero. In Russia fino ad allora era venuto meno il diritto all’informazione per tempo sui rischi che possono esserci sia per l’ambiente che per le persone. - la gente sa che l’Italia darà aiuti, e altri Stati daranno qualche aiuto? C’è un programma per la Russia. Ci sono 7 regioni e ogni Paese ha una zona. L’Italia aiuterà Brjansk. La gente lo sa, i mass-media ne hanno parlato, ve lo confermerà anche il governatore. Sappiamo che il nostro sponsor sarà l’Italia e siamo grati per questo. Spero che con voi, con gli specialisti italiani e con noi, l’amministrazione di Brjansk ci sarà un controllo perché ogni euro venga speso per questi fini, per aiutare la popolazione a eliminare queste pericolose armi conservate nell’arsenale. INTERVISTA AL GOVERNATORE Il deposito di armi chimiche è situato nel centro della regione di Brjansk, nella città di Pochep. Per molto tempo la gente di Pochep non sapeva cosa vi fosse là dentro. Lì sono conservati il 18-19% di tutte le scorte di armi chimiche di tutta l’ex Unione sovietica. I mezzi per la liquidazione di queste armi verranno dati dall’Italia. L’Occidente finora ha sempre promesso, ma non ha mai fatto nulla di concreto. La realizzazione della fabbrica per lo smantellamento prevede anche la costruzione di altri obiettivi sociali, case ospedali scuole ecc. Il deposito è molto pericoloso, qui si trova materiale carico in contenitori di stagno, nelle bombe, di fatto sono armi chimiche. Non ci sono perdite nel deposito, però è un obiettivo sensibile per un eventuale attacco terroristico. Chernobyl è stato un duro colpo per la regione di Brjansk, circa 120.000 ettari di boschi sono stati contaminati da radionucleidi e sono state fatte analisi che dimostrano che nei mesi estivi i venti in caso d’incendio soffiano per lo più verso occidente, per cui in caso di attacco terroristico queste sostanze verrebbero spinte a ovest, e solo questo dovrebbe spingere i Paesi europei a dare un aiuto, per non parlare poi delle questioni umanitarie, perché la presenza di armi chimiche è un biasimo per l’umanità che vive su questo pianeta. - partecipa solo l’Italia? Io sono membro della commissione per lo smantellamento di armi chimiche. Per ora sono in corso solamente trattative. In tutta la Federazione russa ci sono sette obiettivi che sono stati posti sotto zone d’influenza (quotazioni). A Brjansk questa quota è toccata all’Italia. - l’Italia a deliberato l’acquisto di materiale chimico a scopo difensivo… Lo smantellamento deve avvenire nelle zone dove le armi sono conservate, disattivandole con sostanze chimiche. La prima tappa è la disattivazione fatta nella stessa carica (zarjad), che diventa quindi meno pericolosa e poi portato in una zona dove si conclude il processo dello smantellamento, cioè nella fabbrica. Ma c’è una legge che impedisce il trasporto di armi chimiche. In quella legge abbiamo aggiunto le parole “di regola”, quindi la legge ora dice “le armi chimiche di regola vengono smantellate nel luogo di conservazione delle stesse”, in modo che sia possibile trasportare armi già disattivate in un posto dove si possa portare a termine il processo. Saranno gli ecologi che dovranno dare un parere finale, io sono un politico, per cui devo sottostare anche a quanto diranno gli ecologi. - l’Italia ha altri interessi oltre alla lotta contro il terrorismo? Ritengo che l’Italia sia un Paese cristiano e capisce la missione umanitaria di essere cristiani. - quali saranno i tempi dello smantellamento? Il grafico per lo smantellamento e il contratto purtroppo non possono essere rispettati a causa della mancanza di mezzi. L’ultima bomba dovrà comunque essere eliminata entro il 2012. Sono a capo dell’organizzazione antiterrorismo composta anche da polizia e militari e insieme analizziamo la situazione di un eventuale attentato. C’è un controllo molto forte proprio per evitare un fatto simile. INTERVISTA AL SINDACO DI POCHEP Negli ultimi 7 anni ho lavorato per l’amministrazione locale prendendo parte attiva dal momento della firma del decreto di Eltsin nel 1997. Negli ultimi 5 anni quando si è saputo le persone avevano paura, perché si sapeva poco di queste armi. L’organizzazione per il disarmo chimico ha fatto un grande lavoro per dare informazioni su questo problema alla popolazione e all’amministrazione. - l’Italia interviene per smantellare. Ma per ora come vive la gente, ha paura? Oggi si parla di più di questo problema. La gente ha paura dello stesso processo di smantellamento che non della loro conservazione nel deposito. I militari hanno aumentato le misure di sicurezza attorno a questa zona militare per evitare attacchi terroristici. Lì è conservato materiale pericoloso, ma la popolazione si sente sicura nei confronti di eventuali attentati o fughe di sostanze poiché i soldati che presidiano la zona sono molto ben addestrati. - che potenziale c’è in questo deposito? Gli abitanti della zona sanno dell’arsenale da 10 anni. Questo deposito è il più grande in Russia, c’è conservato circa il 18% delle armi chimiche russe. Non sto dicendo troppo? Sono circa 7.500 tonnellate di armi chimiche, per cui vista la quantità il rischio è elevato. La gente è stanca, serve tempo per smantellare e speriamo che finalmente si muova qualcosa. - quanti posti di lavoro si creeranno? Molti politici cercano di fare politica su questo problema, noi cerchiamo di non dare illusioni. Con i finanziamenti costruiremo una fabbrica, ma cercheremo di attuare anche altri programmi sociali. Il progetto comprende di costruire condotti per il gas, migliorare le strutture sanitarie, costruire strade, ospedali e scuole. Con i soldi del budget federale sono già stati fatti alcuni lavori ma non sono abbastanza per ampliare i lavori. Attualmente ci sono circa 3-4.000 disoccupati, che speriamo possano essere aiutati con la messa in atto di questo progetto. Posso darvi un mio parere personale. Le armi sono ammassate e i periodi di conservazione e di affidabilità delle capsule non danno grosse garanzie, per cui bisogna o rinnovare le capsule o smantellare tutto. È comunque un mio parere personale. FEDOROV SULLA VIA CHE PORTA ALL’ARSENALE DI POCHEP Alla fine di questa strada c’è il più grande deposito di armi chimiche in Russia. In questo deposito ci sono le sostanze velenose più pericolose che l’umanità abbia mai creato: sarin, soman e v-gas sovietici. Bombe per aviazione e missili sono stati caricati con queste sostanze. Lì ci sono cariche di polvere smantellate, per cui queste armi non potranno essere lanciate e non sono più una minaccia da quel punto di vista, ma ugualmente sarà un bene iniziare i lavori di smantellamento. Ci sono circa 7.500 tonnellate, che è la quantità più grande di tutta la Russia. Dovremo liberarcene per sempre. Queste 7.500 tonnellate sono caricate in circa 67.000 munizioni. Alcune di loro sono molto pericolose, come ad esempio le cisterne o gli inserti per missili strategici di circa 2 tonnellate di calibro. Smantellarle sarà difficile, ma ce la faremo. Nel deposito di Pochep sono conservati armamenti per aviazione e missili. Ci sono 11 tipi di armamenti: 7 con v-gas sovietico, 1 con sarin, 1 con soman, 2 tipi di bombe per aviazione con v-gas di calibro 150 e 500 kg. Una singola bomba di questo tipo contiene 91,42 e 177,2 kg di materiale chimico. Strumenti fusi (VYLIVNYE PRIBORY) Hanno calibro di 500 kg sempre con v-gas sovietico. È il tipo più pericoloso di armi chimiche. Sono container per razzi strategici a lunga gettata che contengono 2 tonnellate di materiale chimico, e di pezzi così che ne sono 118 pezzi di un tipo e 113 di un altro tipo. Un altro pericoloso tipo di armi sono i razzi alati. Ci sono in tutto 15 razzi alati che potrebbero essere lanciate contro un qualsiasi paese europeo e giungere a destinazione senza essere intercettati dai mezzi di difesa antiaerea. In tutto con v-gas sovietico abbiamo 4581 tonnellate. Di bombe per aviazione con sarin ci sono 5280 pezzi calibro 250 kg. E ancora ci sono 3 tipi di munizioni chimiche con soman vischioso, 2 sono bombe per aviazione e 1 tipo sono strumenti per aviazione fusi. In tutto 7547 tonnellate in 67079 munizioni. INTERVISTA A GREEN CROSS Sono il direttore del centro informativo-analitico per il disarmo di armi chimiche. In questa cartina della Russia sono indicati i 7 posti dove sono conservate le armi chimiche. Il più grande è quello di Pochep dove si conserva il 18,8% di armi chimiche fosforo-organiche: sarin, soman e v-gas. I sette posti sono Pochep, Maradykovskij, Kizner, Kambarka, Shchuche, Gornyj e Leonidovka, nei quali sono conservate circa 40.000 tonnellate di sostanze chimiche tossiche. L’arsenale di Pochep è il più grande, con il 18,8% di questo materiale, sarin, soman e v-gas in bombe per aviazione. A Leonidovka ci sono munizioni chimiche per aviazione. A Gornyj ci sono armi che causano ascessi cutanei, il 14 novembre lì è stata completamente eliminata l’iprite. A Shchuche ci sono sostanze fosforo-organiche. A Kambarka sostanze che causano ascessi cutanei. A Kizner sono conservate armi per artiglieria, mentre a Maradykovskij armi per aviazione. In totale in Russia sono conservate circa 40.000 tonnellate di sostanze chimiche tossiche. A Kmbarka c’è il 15,9%, a Gornyj il 2,9%, a Maradykovskij il 17,4%, a Kizner l’11,2%, a Pochep il 18,8% e a Leonidovka il 17,2%. Schema dell’arsenale. Questo è lo schema del nostro arsenale. Qui c’è la strada che sicuramente avete visto, qui c’è la zona dove vivono le persone, qui c’è la zona dove sono conservate le munizioni chimiche e qui c’è il territorio tecnico. Situazione attuale dell’arsenale. L’arsenale si è specializzato nella conservazione di armi chimiche, di munizioni chimiche per aviazione di calibro 150, 250, 500, 2000 mm riempite di sarin, soman e v-gas che sono sostanze tossiche fosforo-organiche con azione nervo-paralizzante. Dal 1967 sul territorio dell’arsenale di Pochep si sono iniziate a tenere munizioni chimiche per aviazione. La quantità totale di sostanze chimiche tossiche è di 7547 mila tonnellate. Le munizioni chimiche per aviazione sono conservate senza sostanze innescanti. Sono disposte per la conservazione in un territorio tecnico appositamente adibito della superficie di 270 ettari in depositi in superficie dei seguenti tipi: depositi difensivi ad arco – 23 pezzi; metallici – 21 pezzi, in mattone – 40 pezzi. La struttura delle munizioni e l’organizzazione della loro conservazione consente una conservazione senza incidenti per una lunga durata di tempo: sarin – 39 anni; soman – 31 anni; v-gas – 26 anni. Di continuo vengono effettuati controlli per evitare che estranei entrino nel territorio tecnico. Schema delle munizioni chimiche. Ecco qui una bomba di calibro 250 kg e una di calibro 500 kg. Qui c’è la carica esplosiva e qui c’è il liquido. INTERVISTA A GREEN CROSS BRJANSK Questa è una domanda essenziale. Prima c’era la guerra fredda e si lavorava nel silenzio alla creazione di armi chimiche e l’uomo ha raggiunto grandi successi nell’autodistruzione. Ora invece s’è capito che bisogna canalizzare le energie nell’eliminazione di queste armi. È stata ratificata una convenzione sottoscritta anche dalla Russia che sicuramente rispetterà queste condizioni. INTERVISTA UOMO DI GREEN CROSS Sì, ho due figli. Sì. Ho paura. Anche la popolazione ha paura, ma come membro del partito prendo parte sia a questi progetti sia a come verranno risolti a livello di infrastrutture. UOMO NEL CORRIDOIO Sa del deposito? Ne ho sentito parlare S’è mai avvicinato? No. Sa che è pericoloso? Dicono tutti così. Cosa pensa di chi l’ha costruito? Cosa si può dire? È giusto che la Russia abbia prodotto armi e ora l’Europa debba dare aiuti? Non ne so niente. Sa quante armi ci sono lì? È un segreto, chi lo viene a dire a me. Non era curioso? No, per niente. Se era una zona segreta, chi se ne poteva interessare? Sa che l’Italia aiuterà? Ho sentito qualcosa in televisione, qualche settimana fa c’è stata una trasmissione. È contento? Certo, perché no? Avete mai parlato di questo problema? Per questo c’è il governo. Sa che queste bombe sono un pericolo maggiore di Chernobyl? Chernobyl non è tanto lontano. Le armi chimiche devono fare quello che devono fare, però se non ci sono è meglio. Cosa pensa della Russia che ha fatto queste cose pericolose? c’erano mondi opposti allora. Gli altri paesi le avevano, quindi dovevamo averle anche noi. DONNA PER STRADA Sì, so del deposito. È una cosa molto negativa. Le persone non avevano un lavoro e non l’avranno. Per la gente di qui non cambierà niente. Lavoro non ce n’è e non ce ne sarà. Soldi non ne abbiamo. Nessuno vuole più fare figli, non ci sono mezzi per mantenerli. Inquineranno ancora e niente di più. Magari mi arresteranno, ma non fa niente. Non ho più paura di niente in questa vita. Non ne sapevo niente, i giornali non ne parlano. MARITO DELLA DONNA Non posso dire niente ANCORA LA DONNA Il formaggio gratis c’è solo nella trappola per topi… Non so cosa vorrà l’Italia per questo. Voi cosa pensate, o cosa sapete? Forse i Paesi daranno un aiuto per avere più sicurezza. UOMO VICINO AL CAMION Ne ho sentito parlare (del deposito) Probabilmente sì, è tutto pericoloso quello che è legato alle armi. Non saprei, non posso dire niente. Penso che se danno qualcosa, un qualche interesse c’è. Nessuno fa niente per niente. DONNA IN CASA Del deposito? Sì, lo so. Signore iddio, lo sappiamo da sempre. Sono di qui, come potrei non sapere cosa fanno qui? Vivo con mio figlio. So benissimo cosa sono le armi. Le armi chimiche sono pericolose, e non servono alla gente. Allora servivano, ora non più. Le guerre sono finite e spero che non ce ne saranno più. L’Italia? Non lo sapevo. Se lo fanno per smantellarle, ben venga. Per lo smantellamento darei anch’io il mio rublo. Le armi, per di più chimiche, fanno paura a tutti, ma sono anche una difesa. Allora speravamo ci difendessero. INTERVISTA A FEDOROV Parlate di sarin, soman e v-gas. Sarin, soman e v-gas sono tre sostanze tossiche conservate a Pochep. Sono le sostanze più tossiche che l’esercito abbia attualmente a disposizione. Sarin e soman sono stati creati dai tedeschi prima della seconda guerra mondiale, mentre il vx e i v-gas sovietici sono sostanze micidiali create dopo la seconda guerra mondiale. Il problema attuale è che l’umanità ha padroneggiato la chimica in modo da poter facilmente creare queste sostanze in laboratorio come è successo in Giappone nel 1995 quando alcuni membri della setta Aum-Sinrekiu hanno gettato del sarin nella metropolitana di Tokyo. A Pochep sono conservate in munizioni, che potrebbe avere una qualche perdita, per cui non si può indugiare oltre con lo smantellamento. Parlate ora di ipriti e lewisiti. Il sarin agisce attraverso i polmoni, il soman e i vx tramite polmoni e pelle, mentre l’iprite e la lewisite sono sostanze che causano ascessi cutanei, cioè agiscono attraverso la pelle. L’iprite e la lewisite sono conservate a gornyj e Kambarka in botti e cisterne, sono molto vecchie e difficili da sgasare e utilizzare con fini militari. Le si possono solamente eliminare. L’iprite e la lewisite sono sostanze tossiche di prima generazione, sono la nostra maledizione e quanto prima ce ne sbarazzeremo tanto meglio sarà. Agente orange è stato usato in Vietnam e Cecenia. A Seveso lo si poteva produrre, e in Russia veniva prodotto a Ufa. L’agente orange è un defoliante, cioè una sostanza per la lotta contro la vegetazione composto da due pesticidi che insieme danno una miscela bellica. È un’invenzione americana composta dai pesticidi due quattro D e due quattro cinque T. Questo agente veniva prodotto industrialmente per essere utilizzato dagli americani contro i partigiani durante la guerra in Vietnam. In URSS è stato prodotto nel 1964-65 nella fabbrica “Himprom” di Ufa. In Vietnam gli americani lo hanno utilizzato su un territorio molto vasto di circa un milione di ettari. Si sa la quantità complessiva di agente orange che hanno utilizzato e si sa quanto ne ha prodotto la ditta americana Montsant, per cui una parte è stata prodotta da qualche parte in Europa, forse anche in Russia e poi data agli americani tramite la Romania, anche se non ci sono prove documentarie di ciò. In URSS l’agente orange è stato prodotto per due anni. Una parte è conservata a Shekhane e nel 1994-95 è stato sperimentato in Cecenia. L’agente orange causa la caduta delle foglie, ma genera anche una sostanza chiamata diossina. All’inizio questo fatto era sconosciuto, ma alla fine degli anni ’60 a Ufa c’è stata una perdita, e lo stesso è accaduto anche a Severo, dove una perdita di diossina ha causato un grave inquinamento in Italia. Parlate di Shekhane. A Shekhane nel 1922 è stato creato un poligono militare per aiutare la Germania prefascista con le armi chimiche. Dal 1933 per ovvi motivi è stato utilizzato esclusivamente dall’URSS. Là c’è anche un deposito dove sono conservate armi chimiche non letali. Queste sostanze non appartengono all’MVD, ma all’esercito, anche se l’MVD ne ha una parte. Una di queste sostanze soporifere è stata utilizzata lo scorso anno al teatro Dubrovka. Purtroppo là sono morti 130 spettatori perché erano stati narcotizzati con questa sostanza che è sì non letale, ma la composizione e le formule di questa sostanza non sono mai state comunicate a nessuno, nemmeno ai medici. E questa è l’altra faccia della medaglia di tutta questa segretezza. Avete detto di aver tolto il segreto alla diossina senza nemmeno saperlo. I lavori sulla diossina sono sempre stati segreti in Russiate questa parola non è mai stata utilizzata nei testi di chimica. Quando nella primavera del 1990 a Ufa c’è stata un’inondazione vicino al “Himprom” la piena ha portato via del terreno che è finito nel fiume, ed è stata una grande tragedia. Ho partecipato alle manifestazioni e ho iniziato a scrivere trattati e monografie utilizzando la parola diossina. Ora questa è una parola di uso comune e nessuno si ricorda che una volta fosse segreta. In quel periodo l’URSS si stava disgregando e proprio quel periodo di cambiamento ha fatto sì che nessuno in Russia si accorgesse che avevo tolto il segreto. Il fatto è che l’URSS stava studiando un nuovo tipo di armi da utilizzare con scopo terroristico durante una nuova eventuale guerra, che per fortuna non c’è stata. Le armi atomiche erano armi di “trattenimento”. Le armi biologiche e chimiche erano purtroppo segrete. L’Occidente non ne sapeva niente. Erano armi esclusivamente belliche puramente fini a se stesse. Morivano non nemici, ma gente sovietica. Durante la seconda guerra mondiale l’URSS ha prodotto 100.000 tonnellate di iprite e lewisite e per queste 100.000 tonnellate sono state perse 100.000 vite, una a tonnellata, e qualche centinaio di persone sono ancora vive ma portano ancora le conseguenze di ciò. Ripeto, non erano armi che servissero per spaventare, poiché erano segrete, erano armi politiche. Ora si parla di smantellamento. Ma queste armi chimiche effettivamente non sono più prodotte? Il mondo ha l’idea erronea che le sostanze tossiche belliche siano la migliore arma del terrorismo. È un errore, in quanto l’arma migliore del terrorismo sono i veleni. Al mondo ci sono migliaia di veleni, e di questi solo una decina possono essere utilizzati come munizioni belliche e utilizzati per la lotta contro le masse. Perciò il fatto che gli eserciti di USA, Russia, India e un altro Paese le smantellino non cambierà niente al mondo. Cioè i veleni ci saranno sempre e saranno prodotti, per cui io non farei nessun collegamento tra la lotta al terrorismo e il disarmo chimico. Questi sono due problemi politici differenti.