Le visioni di Cesare

Le visioni di Cesare

di Giorgio Fornoni Quel che mi ha legato a Cesare Paoloantonio, artista pittore di Gromo, mi spinge a “dire” in suo ricordo. Uomini con la testa di uccelli rapaci e conchiglie, corpi umani confinati tra pareti di cemento nell’ansia di una libertà tutta da conquistare, geometrie surreali e metafisiche, nel tema ricorrente di una scelta tra il Bene e il Male come condizione esistenziale. E poi, d’improvviso, a illuminare questo mondo pessimistico e tragico, lo squarcio di una speranza capace di rompere le catene e ritrovare il senso della vita. C’è tutto questo e altro ancora nel mondo poetico di Cesare Paolantonio. Un artista formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Brera, nel segno della scuola più classica, diventato poi uno dei più interessanti esponenti della nuova avanguardia a partire dagli anni ‘50. Dopo avere lavorato a lungo a Milano, dove è stato anche illustratore de Il Sole 24Ore, ha poi scelto di vivere e lavorare a Gromo, tra le montagne della Val Seriana, tra case medievali di pietra, prati verdi e mucche al pascolo. Nell’opera di Paolantonio ci sono vari elementi di ispirazione che si succedono e si sovrappongono. C’è la serie ispirata ai cataloghi di fossili, come metafora di un passato che ancora condiziona il nostro presente. C’è la invenzione grafica delle case pieghevoli, in polemica con il mondo consumistico che ha cementificato la natura offrendo pacchetti di abitazioni “tutto compreso”. Nell’alienante illusione di poter fuggire dalle grandi città per ritrovarsi poi confinati tra le stesse mura di cemento in qualche ex paradiso da sogno. C’è poi la serie ispirata al tema della fede, con i crocifissi che rappresentano non un Dio sceso sulla terra, ma l’uomo condannato dalla sua stessa natura mortale. Ho conosciuto personalmente Cesare Paolantonio, più l’uomo certamente dell’artista, e posso testimoniare della sua pulizia morale, della sua umanità, della passione con la quale ha vissuto il suo rapporto con l’arte, sempre ispirata ad un impegno morale e civile, in una continua denuncia dell’ingiustizia e dell’arroganza del potere. Non è più tra noi Cesare, ci ha lasciato ieri sera creando un incolmabile vuoto. Nelle immagini della sua ultima mostra, quella che oggi è esposta in Sala Filisetti a Gromo fino al 23 agosto, propone opere dagli anni ’70 ad oggi, è possibile ripercorrere parte di questa grande avventura umana e spirituale, la vera anima dell’opera pittorica di Paolantonio e la sua più convinta ed emozionante testimonianza consegnata alla nostra memoria.