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Colombia 1991 - Droga e Guerriglia

(L’Apostolo di Maria – maggio 1992)

Ha il nome di Colombo il paese che fino a ieri era teatro di atti terroristici atroci. Ora, con la nuova Costituzione e il nuovo Presidente qualcosa sta cambiando. Ma non molto. Il drammatico diario di un nostro collaboratore e fotografo.

Di LUCIANO NERVI – foto di GIORGIO FORNONI

Con un territorio vasto quasi 4 volte l’Italia su cui abitano neanche 20 milioni di persone, la Colombia porta il nome del grande navigatore che quest’anno – il 500° anniversario del suo arrivo nei Carabi – è lodato ed esecrato, secondo i vari punti di vista, Cristoforo Colombo. In questa terra lui non ci mise piede, lo fece Alonso de Ojeda nel 1499. Conquistatori e soldati spagnoli vi giunsero a frotte, cercando il leggendario Eldorado e già dal 1536 il dominio della Spagna era completo. E durò fino al 1819, anno dell’indipendenza, con Simon Bolivar “Libertador”, primo presidente, pur essendo venezuelano di nascita. Fin dall’inizio, qui come altrove, si trattò di conquista e conseguente sfruttamento dei nativi sia nelle encomiendas, enormi piantagioni in cui si privilegiava la coltivazione del caffè, sia nelle miniere, famose quelle dell’oro e degli smeraldi (questi ultimi insieme alla coca sono al primo posto nelle esportazioni). Genocidio di popoli e scomparsa di civiltà antiche e raffinate i cui reperti si possono ammirare al Museo de Oro di Bogotà. Mentre il miscuglio di popoli formatosi nella zona, compresi gli schiavi africani, ha creato un crogiuolo di razze e di culture che non ha eguali nel resto dell’America Latina. Ora il 57% della popolazione è meticcia (incrocio spagnolo-indio), 20% bianca, 14% mulatta (incrocio spagnolo-africano), 5% nera, 2% zambos e solo 2% nativa. La coltura ha in Gabriel Garcia Marques il suo maggior esponente. Terrore tra la gente Politicamente la Columbia è una repubblica presidenziale democratica. Dal settembre 1990 è presidente Cesar Gavirio, 45 anni, esponente del Partito liberal, che nelle elezioni dell’ottobre ’91 ha guadagnato la maggioranza relativa: 44% dei voti. Il suo primo obiettivo è stato, e continua ad essere: fermare l’ondata di terrorismo scatenata dai narcotrafficanti di Medellin. Questi infatti durante la presidenza del suo predecessore Virgilio Barco – che seguiva in pieno la politica antinarcos voluta dalla Dea (corpo speciale americano antidroga) che esigeva l’estradizione di chi risultava colpevole di aver esportato cocaina negli Stati Uniti – avevano seminato il terrore nel paese uccidendo militari, giudici, politici, giornalisti, semplici cittadini con auto-bombe che scoppiavano tra la folla, e persino Carlos Gavan, il superiore di Gaviria, durante la campagna presidenziale. Dopo questa uccisione, Gaviria non aveva potuto far altro che candidarsi lui stesso. Appena eletto, con una legge, cancellò l’estradizione e offrì grossi sconti di pena a chi si costituiva sia che operasse tra i narcos che tra la guerriglia. Pablo Escobar, il re dei narcos, fu il primo a costituirsi (era ricercato da 5 anni) seguito da tanti altri. Ora sono in attesa di giudizio. Così gli attentati sono cessati, anche perché squadre di vigilantes (loro si dicono combattenti marxisti) percorrono le vie delle città per imporre legge e ordine. Ma non è cessata, purtroppo, la coltivazione e la lavorazione della coca. Anzi: al posto dei capi finiti in prigione altri si stanno facendo avanti, al “cartello” di Medellin se n’è aggiunto un altro, quello di Cali; si moltiplicano, nelle vallate impervie dove le milizie governative non mettono piede, nuove coltivazione di coca sotto l’alta vigilanza della guerriglia, di cui solo una parte si è decisa a rientrare nella legalità. Lo confermano alcune pagine drammatiche del diario di Giorgio Fornoni – sue sono anche le foto di questo speciale – che descrivono le giornate passate, insieme a p. Luigi Pedretti, monfortano, a Principe, un centro di coltivazione e di commercio del Vichada, in cui guerriglia e narcos la fanno da padroni. e “Principe”… era il suo nome Sette giorni da Bogotà per arrivare nel Vichada orientale, confine tra Colombia e Venezuela, foresta tropicale, habitat per la guerriglia e luogo ideale per la produzione e raffinazione della coca; sette giorni ed altrettanti notti a bordo di camion, di fuoristrada, di zatteroni e canoe... e km. e km. percorsi a piedi, attraversando città, savane, fiumi e foreste - quanta acqua - è il periodo delle piogge. Arrivo a "Principe"‚ è domenica, sono momenti esaltanti per chi ci crede - provo sicuramente una forte emozione a essere qui, desideravo da tanto tempo incontrare i guerriglieri e fare un servizio sulla coca. Ecco il momento se tutto andrà bene... difatti: la musica... i soldati guerriglieri, le prostitute, la coca, la pesatura della coca in ogni angolo, gli ubriachi, le "cerveza"... il sole, la pioggia, il rumore, gli odori... è una cosa impressionante. Mi ritrovo in un attimo sommerso da tutto questo. Mi ricorda Manaus e altro che avevo sentito solo dai TG, o dai giornali, ...‚ è incredibile... queste cose, forse non fanno storia, forse sono da dimenticare ma sicuramente in un posto come questo "dimenticato da Dio", sono per la gente inesistenti, passano inosservate. Come al tempo dei cercatori d'oro, "arrivano" da ogni dove; sono: ladri, delinquenti, ricercati, disertori, prostitute, disoccupati e... illusi, accecati dal miraggio di un facile ed immediato guadagno; questo è‚ ...Principe; questo è un centro, punto di incontro del gioco, della prostituzione, della guerriglia e della ... coca. Ti fanno entrare in una sala da gioco se dai un sacchetto di coca, ... ti fanno entrare in una "encomienda" se tu paghi con la coca, ... ti fanno bere "cerveza e aguardente" se tu paghi in coca, ... tutto ruota attorno alla coca. Siamo vicini ai campi di coltivazione dove i coqueros raccolgono e raffinano e ottengono la polvere di coca. L'odore dell'ammoniaca ti entra nella testa e ti penetra nelle ossa. Una ragazza coltivatrice dice che tre tipi sono importanti: la Amara, la Dolce e la Peruana. La coca fa tutto e pensa cosa costa: 250 pesos un grammo, duecentocinquanta pesos sono 550 misere lire ... Cosa costerà nel nostro mondo di consumatori? Sicuramente ti viene da pensare che è una forza economica capitalistica che spinge l'uomo alla produzione di questa sostanza, distruttrice della mente umana ... e la musica continua. Le bottiglie di "aguardente e cerveza", si vuotano a fiumi e si ammassano sui tavoli, le ragazze abbracciano smorfiosamente questi lavoratori di coca: per una notte spesa con loro lasciano un bel sacchetto di coca, non ne conosco il peso ma il sacchetto è piuttosto grande, quanta fatica e quanta illusione . Un momento dopo vado a parlare con il capo dei guerriglieri del Vichada, non tanto grande ma bell'uomo nell'aspetto. Lo trovo anche molto intelligente. Joan Luis è il suo nome - gli chiedo il permesso di fotografare; lo ottengo fatta eccezione per i guerriglieri . Guerriglia e coca La guerriglia è in tutto lo Stato Colombiano, non solo qui nella zona amazzonica. L'unica opportunità per prendere il potere è quella di raccogliere intellettuali poiché‚ manca di guide culturali... e poi la guerriglia non è unica, sono tante branchie, almeno una ventina una delle quali è FARC (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia), un’ altra è ELN (Esercito Liberazione Nazionale); esiste una coordinazione guerrigliera che cerca di riunire tutti i movimenti di guerriglia ma trova difficoltà. Il leader delle guerriglie Colombiane è Navarro Wolf. Era presidente della M19 il quale è riuscito a lasciare le armi e a riscattarsi nella vita civile diventando presidente della riforma costituente - ora è Movimento Democratico 19 de April (MD 19 de April). Qui nel Vichada, la guerriglia tiene a bada i coqueros e la vita pubblica, in cambio riceve danaro riciclato dal commercio della coca, il narcotraffico è dilagante. Piccoli aerei (avionetas) partano e arrivano in incognito anche qui a Principe. Andiamo poi a mangiare e bere insieme e di tanto in tanto fotografo la pesatura della coca, sono finito in mezzo alla guerriglia. La musica continua, è buio..., i giovani, le ragazze, la "cerveza"... continuano a ballare, ... a lasciarsi andare... e cessando di piovere... la nebbia sale. Questi ragazzi e ragazze, l'indomani mattino alle 5 si svegliano dal loro sogno, lasciano il paese dell'illusione e ripartono su un barcone, accompagnati dal loro Coquero (Duegno) e per più di un mese staranno ritirati a lavorare nelle nascoste piantagioni e come paga prenderanno più coca che "plata". La coca la scambieranno al prossimo rientro a Principe, dove scaricheranno ... i sogni e i guadagni ... e la vita continua ... con poca speranza di vivere una dignitosa esistenza. ... e la musica continua. I guerriglieri mi autorizzano ad entrare nei campi di coltivazione ad assistere alla lavorazione della coca; i coqueros e i raspadores raccolgono la foglia di coca dalle pianticelle (Raspada), per poi tritarle e porle in salatura con cemento e acido solforico; il tutto viene messo in benzina o gasolina per la fermentazione, ottenendo il siero, con pergamato e ammoniaca si ottiene il Basuco che essicato dà la coca. I vari gradi di cristallizzazione, si ottengono con l'etere e l'acetone. L'uggioso agosto avvolge la Colombia in un manto di pioggia continua, il che rende ancora più triste l'atmosfera di questo paese ormai ostaggio dei narcotrafficanti. Appena fuori la mia stanzetta, una madre depone un bimbo, dentro ad una amaca appesa, lo dondola, lo carezza... lo fa addormentare e lo sa... amare. *** Nel luglio scorso è stata promulgata una nuova Costituzione, alla cui stesura hanno partecipato anche gli ex guerriglieri di M. 19, che non intacca i due bastioni di privilegi, forze armate e monopoli economici, ma dà la possibilità a nuove forze politiche (tipo l’M.19, che ha vinto 19 seggi parlamentari su 70) di contrastarle per difendere gli interessi del popolo. La speranza ora è di casa in Colombia. E la Chiesa che fa? La religiosità del popolo colombiano? I missionari Monfortani hanno fatto la storia cristiana di alcune provincie. Ne parliamo nel prossimo speciale.