A Padre Nervi

Non sono le temperature che ghiacciano i cuori; sono le tristi notizie. 

Stamattina, una telefonata di Padre Santino: “ Giorgio…” dice a malapena e scoppia in un pianto; dimmi Santino cosa c’è:” E’ accaduto una cosa grave, Luciano è morto”. Non è possibile, no! “ Sì… la malaria…” Luciano è padre Luciano Nervi, diventato vescovo poco più di un mese fa in Malawi nella regione di Mangochi. Era andato a sostituire l’altro bergamasco Mons. Assolari che da molti anni era vescovo in questo caldo angolo di mondo. Caldo perché laggiù le temperature superano i 40 gradi e caldo perché le carestie e la povertà affliggono come una pestilenza quel popolo. Anche quest’anno mi dice Padre PierGiorgio che ho sentito solo ieri: “Noi qui, gente della savana saremo un’altra volta duramente provati da una siccità incredibile… è un mese che non piove (è il periodo delle piogge) e già si parla di raccolti diminuiti del 60 per cento il grano e 40 per cento il riso… Insomma se sembrava che andasse male, ora lo sappiamo che è vero.” Padre Luciano Nervi mi ha voluto in Malawi nel momento della sua consacrazione desiderava vicini i suoi amici in un momento che riteneva il più importante di questa sua missione su questa terra; una tappa fondamentale della sua vita ritengo, perché suggella il suo essere, la sua personalità. Rude all’apparenza a tratti schivo ma coerente e schietto nei pensieri, nelle idee, e nello stile di vita. Uomo semplice e chiaro come lo era quando scriveva i suoi editoriali ed i suoi speciali sull’Apostolo di Maria, la rivista dei Missionari Monfortani che lo hanno visto direttore per quasi 20 anni, … e profondo. Avevamo una cosa in comune, la vita nomade e la curiosità verso l’uomo, la voglia di capire il proprio simile anche se diverso per cultura e razza. Amava molto i bambini. Quando veniva a casa mia, si sedeva in poltrona, accendeva la pipa e prendeva sulle ginocchia mio figlio Sueli, e giocava e giocava… Devo molto a Padre Luciano perché quando era direttore dell’Apostolo, pubblicava sempre i miei articoli, dava spazio anche se erano ritenuti scomodi dalle altre testate. Ricordo tra gli altri, un servizio in esclusiva su Savimbi, il capo della guerriglia in Angola e sul broglio elettorale del 1992 che “Sette” del Corriere stampò e non pubblicò; un altro su Timor Est quando Monsignor Belo, appena Nobel della Pace, mi raccontava la sofferenza del suo popolo; e gli altri giornali dicevano che non pubblicavano perché: “ Nessuno sa neanche dove si trova Timor Est”; Marcos e gli Zapatisti del Chiapas, rivoluzionari e grandi sognatori… Insomma era un direttore che dava la notizia con coraggio e serietà, senza guardare se era di destra o di sinistra. Difendeva a spada tratta i suoi missionari e le sue missioni e quando io ebbi un che da ridire per la “nuova” basilica di Mangochi, espresse duramente il suo pensiero contro di me e sulla lettera che scrisse pubblicamente disse :” …non sono d’accordo con quello che Giorgio sostiene, ma se Giorgio mi vuole essere amico io per lui lo sarò per sempre e se vorrà scrivere ancora sulla nostra rivista sarà sempre il benvenuto”. Come fai a non apprezzarlo a stimarlo a volergli bene? All’inizio del 2004 mi ripeteva: “Voglio tornare in Africa e probabilmente andrò in Zambia, a Calicero; voglio ritornare in mezzo alla mia gente dove già ho vissuto parecchi anni di missione quando ero giovane.” L’Africa infatti lo riaccolse non come semplice missionario ma come vescovo. Il giorno della sua consacrazione, il 29 gennaio scorso, a vescovo di Mangochi, era presente anche il Presidente del Malawi, il quale nel breve discorso che fece, ringraziò Padre Nervi e disse rivolto alle migliaia di persone raccolte e accorse alla cerimonia:” Tutti vogliono andar via dal Malawi e chi va via certo non vuole più tornare. Chi è mai quest’uomo, che coraggio ha costui, cos’è che lo spinge a tornare tra noi in mezzo alla povertà?” Lo intervistai prima di ripartire un mese fa, era l’ora del tramonto, mi raccontava serenamente dei suoi progetti, del suo futuro e dei suoi sogni. Mi aveva promesso una capanna in riva al lago, per fargli compagnia. Padre Nervi … scusa, Monsignor Nervi riposi in pace, ai fatto per poco tempo il vescovo ma sii fiero, ai già lasciato la tua impronta.

Lo ricorderò così, mentre fuma la sua pipa e soffia il fumo verso il cielo, quasi a tracciare il percorso del suo nuovo destino.